Ho avuto l’occasione di conoscere la musica dei blues rockers britannici Catfish cinque anni fa, in occasione dell’uscita del live cd/dvd “Exile – Live In Lockdown”. Ed è stato amore a prima vista, anzi ascolto!

Troppo potente il blues del quartetto proveniente da Dorking, troppo talento nelle dita del loro chitarrista e cantante Matt Long, troppa energia nel loro sound che l’anima hard rock di Matt rendeva appetibile anche ai rockers più grezzi.

Tre album in studio e un live per una band che nel genere è da considerarsi “cult”, proprio perché non così conosciuta ai più come la sua bravura imporrebbe.

Oggi il padre e tastierista Paul Long, il bassista Adam Pike e il batterista Phil Wilson insieme a tutta la scena blues sono rimasti orfani di un artista straordinario, portato via da un cancro a soli ventinove anni il 6 Ottobre dello scorso anno.

“Time To Fly”, nuovo album a cui la band stava lavorando, è diventato di fatto il testamento artistico di Matt Long, dotato di un carisma straordinario e di un talento chitarristico cristallino, una fiera indomabile sul palco e con una presenza scenica che solo i grandi possono vantare.

“Time To Fly” è composto da nove tracce di cui la metà sono registrazioni recuperate dopo la morte del chitarrista ed assemblate dalla band.

Dalla title track in poi potrete farvi un’idea (se ancora non conosceste il gruppo inglese) di cosa sappiano fare i Catfish, assecondando il talento mostruoso di Matt e lasciando che le tastiere di Paul Long riempiano il luogo dove vi trovate di atmosfere blues e rock anni settanta, senza perdere un grammo in grinta,mentre la chitarra, lasciata libera di cavalcare lo spartito, alza chilometri di pelle d’oca.

Le ispirazioni di Matt Long vanno ricercate nel blues di B.B King e Steve Ray Vaughan benché,  pensando a un chitarrista odierno della scena blues, personalmente mi viene in mente Sean Chambers.

L’atmosfera selvaggia di “Exile” la si sente quando le briglie vengono lasciate libere e la fiera può scatenarsi senza freni (“Chaing My Ways”, “Broken Halo”).

Matt Long in un’intervista di qualche tempo fa disse: “Il blues è vivere la vita, prendere il bello e il brutto e farne qualcosa di buono.”

Tu ci sei senz’altro riuscito. Ciao grande Matt.