Torna una vecchia conoscenza del sottoscritto con il terzo album in studio, arrivato dopo il bellissimo esordio omonimo (2013) che mi fece letteralmente innamorare del sound del gruppo e di “Acid Roulette” (2016), che confermava il talento del cantante Aryn Jonathan Black, unica costante nella line up degli Scorpion Child.

La band di Austin, Texas, torna oggi con “I Saw The End As It Passed Rght Through Me” a nove anni di distanza e con l’ennesima line up rivoluzionata e sempre più in mano di Black.

Negli Scorpion Child targati 2025, oltre al cantante, troviamo infatti Asa Savage alla chitarra, Garth D. Condit al basso, Ryna Henderson alla batteria e Adrian Arostone alla chitarra.

Scorpion Child: anche nel 2025 sono una garanzia di purissimo hard rock!

Le otto tracce per trentasette minuti di rara bellezza sono pervase da una malinconica atmosfera circondata di sfumature grigie come la malattia del leader, uscito poco tempo fa da una profonda depressione.

Molto meno orientato verso il blues, il sound di questo nuovo lavoro è più moderno e per certi versi ispirato da un’atmosfera dark che si allontana dalle influenze del passato, come Led Zeppelin, Uriah Heep e Thin Lizzy, per gridare tutto il disagio personale con chitarroni heavy che sparano riff micidiali in un contesto hard rock entusiasmante.

Con un album sentito, sofferente e maturo, da ascoltare in tutta la sua forza espressiva grazie a brani come i due singoli “Be The Snake” e “Outliers”, gli Scorpion Child oggi sono una band diversa dagli esordi ma per molti versi ancora più personale, basta ascoltare piccoli gioielli come la dark oriented “See The Shine” e “The Starker” che a sorpresa profuma di The God Machine.

Bentornati!