Il cantautorato americano ha da sempre regalato grandi interpreti se non addirittura leggende del rock mondiale.
Jason Isbell è sicuramente uno dei più accreditati musicisti e compositori in attività, grazie al suo curriculum che, nel genere, è assolutamente di prim’ordine.
Prima con i grandi Drive-By Truckers e dal 2009 con i “suoi” 400 Unit, il musicista originario dell’Alabama ha regalato agli appassionati di americana album entusiasmanti come “Southeastern”, licenziato nel 2013 e vincitore l’anno dopo di tutto quello che si può ottenere agli Americana Music Awards.
A distanza di un paio d’anni dal precedente e notevole “Weathervanes”, Isbell torna con un bellissimo quadro musicale interamente acustico, dove con solo la sua chitarra ci racconta tramite gli undici brani presenti il suo travagliato passato, tra dipendenze e la tormentata separazione dalla moglie e compagna di lavoro Amanda Shires.
Con queste premesse “Foxes In The Snow” non può che rivelarsi un’opera introspettiva e personale, in cui Isbell si mette a nudo cantando e facendo “cantare” la sua chitarra con una forza espressiva vicina al suo idolo di sempre, Bob Dylan.
Rimpianto, malinconia, sentimento, ma pure speranza, questo ci raccontano il musicista statunitense e la sua sei corde con brani di un’emozionalità disarmante come L’opener “Bury Me”, il capolavoro acustico di di struggente bellezza “Gravelweed”, la title track o “Don’t Be Tough”, dylaniana fino al midollo.
Se non conoscete questo grande interprete del rock americano dei giorni nostri vi invito a fare vostro questo ennesimo bellissimo album, per chi invece ha già nelle proprie corde la musica di Jason Isbell questa nuova opera acustica è una gradita conferma.
