È obbligatorio per chiunque abbia a che fare con Jason Bieler e la sua musica nominare quella fantastica band come i Saigon Kick, una realtà a sé stante nel panorama rock/metal dei primi anni novanta grazie ad un approccio di qualità superiore e uno stile che nessuno riuscì mai ad incasellare in un genere specifico; questo accadeva in un periodo in cui la nostra musica preferita si trovava in un altro decennio d’oro dopo i fasti degli anni 60’/70′.

I primi tre album, considerati ancora oggi dei capolavori, trovarono nel secondo intitolato “The Lizard” (uscito nel 1992) il picco più alto della discografia del gruppo statunitense.

In quel sound, talvolta troppo frettolosamente avvicinato all’hair metal e alla scena ottantiana, i “Kick” si crogiolavano con generi che andavano dall’alternative all’hard rock, con un uso dimelodie molto spesso riconducibili ai The Beatles in un contesto moderno e originale.

Da qui partiamo per raccontare dell’ultima fatica del chitarrista e cantante Jason Bieler, al terzo album come “Jason Bieler And The Baron Von Bielsky Orchestra”; il geniale musicista e compositore torna sul mercato dopo i bellissimi primi due lavori: “Songs For The Apocalypse”, uscito nel 2021, e “Postcards From The Asylum”, licenziato due anni fa.

Il nuovo album si intitola “The Escapologist” e Bieler viene accompagnato da Andee Blacksugar alla chitarra, da Edu Cominato alla batteria e da John Niemann al basso in queste nuove dieci tracce che risplendono del talento di questo grande artista.

L’opera come di consueto è un intreccio di generi ma lascia diverso spazio a ispirazioni progressive, questo grazie a un sound che gioca con le ritmiche tra melodie, chorus memorabili ed una innata voglia di stupire.

Non c’è un solo momento di tregua, in quanto l’ascoltatore viene travolto dal sound progressivo di “Savior”, da una “Violent Creatures” che tanto sa di “Kick”, dallo splendido vortice metal prog di “Zombies & Black Swans” o dall’incontro tra The Beatles e Yes nella rock/pop/prog “Space Debris”.

“The Escapologist” entrerà sicuramente nella mia play list di un anno che musicalmente è agli inizi ma che sta già regalando enormi soddisfazioni, parola di Back In Rock.