Con gli A Murder In Mississippi ci immergiamo nel più profondo underground, almeno se si parla di suoni originari degli Stati Uniti del Sud, benché questo sestetto provenga dal Belgio.
La band arriva con “Reverie” al terzo album dopo il debutto omonimo e il bellissimo “Hurricana”, uscito nel 2021, che le ha consentito di portare la propria musica in tour.
Dimenticate qualsivoglia diavoleria elettrica perché con gli A Murder In Mississippi tutto torna agli albori del blues, del Bluegrass, del country e del Folk.
“Reverie” conta di dieci ballate, dieci splendide canzoni, dove la fanno da padrone intrecci vocali emozionanti, un’atmosfera leggera e disinibita, la voglia di divertirsi come se la band fosse sul palco di una festa su qualche riva del delta del grande fiume.
Immaginate quindi quelle piantagioni immense dove lavoravano centinaia di uomini e donne in schiavitù che, dopo sedici ore di lavoro nei campi, l’unico sfogo (non concesso) era riunirsi e suonare, cantare e ballare.
Fin dall’opener “Black Train è tutto un susseguirsi di emozionanti ritratti di un mondo fortunatamente ormai sepolto tra le paludi, ma che non viene dimenticato grazie a brani come “Mary Lou”, “Banjer City” o “Midnight Roller”.
Il gruppo belga (Leander Vandereecken alla voce e chitarra, Mirthe Vandereecken alla voce e alle percussioni, Lore Hejerick alla voce e al Banjo, Dieter Vanhede alle tastiere, Alexandra Van Wesemael al violino e Stijin Bontinck al basso) risulta una vera sorpresa per gli amanti dei suoni tradizionali e con “Reverie” si propone come ottima alternativa ai gruppi d’oltreoceano, consigliato.
