42 anni dopo da quando i fan dei Thin Lizzy hanno ascoltato per l’ultima volta degli inediti del gruppo, ecco delle nuove registrazioni.
“The Acoustic Sessions” non sono propriamente inediti, ma i membri storici Eric Bell e il batterista Brian Downey hanno registrato tracce acustiche appena registrate con voci mai ascoltate prima di Phil Lynott.
il risultato è un album che offre un’intima occasione di riascoltare la voce di Phil in nove classici dei Thin Lizzy della prima era (1971-1973), tra cui una versione di Whiskey In The Jar. mai registrati ai giorni nostri dai 2 Lizzy.
Un bel regalo per i fans, con nella versione vinilica anche un adesivo rimovibile sul davanti che ci ricorda che questo è il primo lavoro registrato dai Thin Lizzy dal 1983.
L’album si apre con la chitarra di Eric Bell e il riff di “Mama Nature Said” e quando arriva la voce di Phil, l’emozione ti prende e non ti abbandona, arriva “A Song For While I’m Away”, pezzo bellissimo curato con la chitarra acustica di Eric supportata dai suoni ricchi di un’orchestra.
“Eire” ti consegna una band che sembra ancora insieme sul palco, gli arrangiamenti sono favolosi, un merito a chi li ha eseguiti.
“Slow Blues” E.B. Eric Bell aggiunge il basso di Phi , mentre il pianoforte è suonato da Clodagh Simond, il risultato è un brano sporco di un intensità incredibile, quasi teatrale. “Dublin” continua in questa direzione emozionale.


“Whiskey In The Jar” è in una versione abbastanza semplice con la batteria tesa di Brian Downey e la chitarra acustica di Phil, questo è probabilmente il brano meno interessante di molte delle altre tracce, è una bella versione di una canzone classica.
“Here I Go Again” ha un bel piglio folk, con Phil al basso e un arrangiamento scarno ma efficace.
Poi troviamo, bellissima “Shades Of A Blue Orphanage” cui Clodagh Simonds aggiunge cori, il mellotron, il clavicembalo e le tastiere, davvero un bel brano rivitalizzato alla grande, in chiusura troviamo “Remembering Pt. 2”, veloce supportato dalle percussioni potenti di Brian, un brano degna chiusura di questo fantastico disco, ( che dura soltanto una trentina di minuti).
Un tributo rispettoso e sincero a un artista molto amato, un viaggio emotivo e affascinante, la combinazione del canto unico di Philip e dei bellissimi nuovi arrangiamenti e melodie travolgenti che rendono questo disco un piccolo gioiello, essenziale per i suoi fans, ma interessante anche per chi non li conosce.
Una bella testimonianza, fresca una bella idea, sperando non diventi un occasione per altre ripetitive occasioni meno veritiere.

TRACKLIST: