Tornano finalmente con il nuovo disco, (il secondo dalla reunion del 2016), gli Hellacopters band svedese che dopo il bel “Eyes of Oblivion” del 2022 incidono “Overdiver”, un album decisamente meno garage punk dei precedenti dischi
Prodotto interamente da Nicke Andersson e con l’assenza temporanea di Andreas Tyrone “Dregen” Svensson fuori per un infortunio alla mano in via di risolviimento il disco celebra le sonorità hard rock anni 70/80 e già dalla prima “Token Apologies” si parte alla grande, il pezzo da solo vale l’acquisto del disco, è l’essenza del puro rock.
“Don’t Let Me Me Bring You Down” è molto orecchiabile, mentre “(I Don’t Wanna Be) Just a Memory” rallenta un po, pur non essendo una ballad è una canzone emotivamente molto forte.
“Wrong Face On” ci riporta al primo spirito della band carica di energia e potenza.
“Soldier On” è una bella sorpresa , con il pianoforte in sottofondo, e un po oscura è il marchio degli ultimi Hellacopters.
“Faraway Looks” è ancora 100% il sound della band di Nicke Andersson, mentre “Coming Down” e “Do You Feel Normal” rallentano i ritmi, quest’ultima mi riporta in mente quel sound che avevano i Kiss nei primi dischi, veramente notevole.
“The Stench” ti prende subito il fiato con il suo incedere irregolare, gran pezzo blues che porta al brano di chiusura del disco, “Leave a Mark” il più lungo (oltre 5 minuti), in cui il cantato mi ricorda molto Lawless degli Wasp.
Un disco veramente ottimo, nonostante l’assenza di Dregen (che si sente), gli Hellacopters dimostrano di avere raggiunto una maturata esperienza e pur mantenendo il loro spirito e suono iniziale spazzano via ogni dubbio.
Da avere assolutamente per chi ama il genere diretto e senza fronzoli.

Tracklist:
- Token Apologies
- Don’t Let Me Bring You Down
- (I Don’t Wanna Be) Just A Memory
- Wrong Face On
- Soldier On
- Doomsday Daydreams
- Faraway Looks
- Coming Down
- Do You Feel Normal
- The Stench
- Leave A Mark