Diciamolo francamente: il death metal melodico, quello diventato leggenda e suonato in Svezia tra la fine degli anni ottanta e per quasi tutti gli anni novanta, non esiste più da anni essendo di fatto finito dopo l’uscita del capolavoro di quell’immensa band che furono gli In Flames intitolato “Clayman”.

Un album che ormai venticinque anni fa riuscì a dividere comunque gli appassionati ancora lontani dall’ascoltare quanto venne dopo.

I The Halo Effect sono un ritorno a quello che arrivò prima dello spartiacque uscito all’alba del nuovo millennio e che unisce ancora una volta come trent’anni fa gli In Flames con i loro fratelli Dark Tranquillity.

Due carriere agli antipodi, ma una fratellanza che dura praticamente da sempre (ricordo che Mikael Stanne cantò su “Lunar Strain”, prima splendida uscita degli In Flames, così come Anders Friden si piazzò dietro al microfono dei Dark Tranquillity nell’altrettanto leggendario “Skydancer”), oggi più che mai solida con l’uscita dei due album firmati The Halo Effect.

Ecco così una line-up che è storia per il genere con Stanne al microfono, mister melodic death metal Jesper Stromblad alla chitarra, Niclas Engelin alla chitarra, e la sezione ritmica affidata alle cure di Peter Iwers al basso e Daniel Svensson alla batteria.

Dopo il primo lavoro (Days Of The Lost uscito nel 2022), album che all’epoca dell’uscita divise ancora di più gli appassionati di metal estremo, arriva come un tornado questo nuovo “March Of The Unheard” a far alzare la temperatura (se ancora ce ne fosse bisogno) di questo caldo Gennaio 2025.

Criticati o adulati, i cinque musicisti (che ricordiamo hanno contribuito ad inventare il genere, piaccia o meno) se ne escono con una bomba di metal estremo melodico, ovviamente e indissolubilmente legato al loro lontano passato, ma assolutamente in grado di spegnere gli amplificatori di chi da anni ci prova senza ottenere altro risultato se non premere un cuscino sul viso di un genere agonizzante.

E allora ben vengano brani di altissima qualità e mestiere che, se non vanno oltre a quanto scritto in passato dalla coppia In Flames/Dark Tranquillity, almeno riescono a riaccendere la fiammella a chi trentacinque anni fa c’era.

“March Of The Unheard” è un mix degli In Flames di The Jester Race, Whoracle, Colony e Clayman, con il talento melodico e più gotico della band di quel fenomeno dietro al microfono che ancora oggi insegna come si canta il genere (a mio parere il più grande insieme a Bjorn Strid dei Soilwork); i brani si rivelano una sorta di vangelo di come si suona il melodic death metal ed è un bel sentire, chapeau ai maestri.

Un solo esempio? ascoltate “What We Become”!