Uno dei nomi più importanti della scena rock blues nordamericana è sicuramente quello del polistrumentista Steve Hill, oggi sul mercato con un solo project che lo vede alle prese con otto brani di potente musica del diavolo.
Con un primo album che si avvicina ai trent’anni dall’uscita, Steve Hill, uno zingaro del blues sempre in tour, ci consegna un altro pezzo di granito rock blues dal titolo “Hanging On A String”, interamente da lui suonato e prodotto dal fido Darrell Thorp.
L’album non lascia scampo né dubbi, Hill è un animale della sei corde che in mano sua soffre, sanguina e si contorce, mentre i brani si susseguono arcigni anche se sanno essere più leggeri quando il musicista canadese si lascia andare a storie sull’amore, mentre tornano disperate litanie blues dal notevole groove quando le tematiche e le atmosfere divengono oscure riflessioni sulla vita.
I tanti anni in tour hanno forgiato un talento che usa la chitarra a suo piacimento ma si sa muovere a dovere anche con gli altri strumenti.
Il singolo “Devil’s Handyman”, l’apertura lasciata allo splendido blues rock della title track e gli otto minuti finali della leggendaria cover dei Doors “When The Music’s Over” (dall’album “Strange Days”, capolavoro licenziato nel 1967), in cui la psichedelia prende il comando delle operazioni e le tastiere di Ray Manzarek vengono sostituite dalla chitarra urlante del nostro, rendono come d’incanto “Hanging On A String” un qualcosa di imperdibile. Blues on!
