Con i Lonerider entriamo nel mondo dei supergruppi dalla porta principale, perché qui davvero non si scherza in quanto a curriculum dei musicisti coinvolti, almeno se si tiene in considerazione la scena più classica e melodica del rock duro.
Steve Overland (FM, Shadowman), Steve Morris (Shadowman, Heartland), Chris Childs (Thunder) e il leggendario Simon Kirke, batterista di Free e Bad Company, si sono uniti in questo progetto nel 2019 e il loro debutto intitolato “Attitude” non passò inosservato ai rocker più esperti e attempati, così come accadde tre anni dopo con con il successivo lavoro, l’ottimo “Sundown”.
Oggi la band inglese torna con una dozzina di nuove tracce a ribadire l’immortalità di un genere che, a distanza di ormai più di mezzo secolo, sa ancora emozionare e divertire; in “Down In The Dust” gli storici musicisti britannici sono raggiunti da un’altra icona del genere come Steve Mann, tastierista di Lionheart e MSG.
L’album non fa che ribadire la classe immensa dei Lonerider, i quali ci deliziano con un’opera di rock classico, melodica e pervasa da quel blues che rende il tutto più sanguigno e meno patinato di tante proposte del genere; ciò avviene grazie ad un songwriting che rende brani come “Shiver”, il blues vivace di “Three Steps Back”, quello vicino ai primi Whitesnake della splendida “Gypsy Of The Highway” e il melodic rock di “Back Behind The Wheel”, per non dire di “Getting Closer”, tutte ottime ragioni per non perdersi neanche una nota di questo nuovo full length. Consigliato.
