Dopo tre album in studio, tra i quali l’ultimo è il bellissimo “Buried In The Hail” recensito su queste pagine, torna il chitarrista e cantante irlandese Dom Martin con un live che rimanda al precedente lavoro in studio anche nel titolo (“Buried Alive”).

Sul palco Martin conferma la sua naturale predisposizione per il rock blues, ispirato (e non poteva essere altrimenti) dai leggendari eroi irlandesi Rory Gallagher e Gary Moore.

“Buried Alive” funge da sunto di quanto fatto in studio dal bluesman irlandese, pescando non solo dall’ultimo album ma anche dai suoi predecessori (“Spain To Italy” e “A Savage Life”).

L’opera consta di due dischi, uno elettrico e l’altro ufficialmente acustico (anche se l’alternanza tra tracce più dure ed altre di ispirazione folk/blues è prerogativa del credo di Don Martin).

Registrato nel corso di esibizione tenutesi tra l’Europa e il Regno Unito, “Buried Alive” risulta un live assolutamente da non perdere se siete amanti del rock blues europeo e del sound che ha reso leggendari musicisti come appunto Gallagher e Moore, dei quali Dom Martin è il degno erede.

Di vecchi e nuovi brani, elettricità e versioni acustiche, l’album vive e si nutre, così come chi avrà la fortuna di ascoltare quanto sa fare il chitarrista irlandese in sede live. Consigliato.