Il Canada ha sempre regalato ottime band e grande musica rock e, passando dai suoni classici a quelli più orientati al metal, questa tendenza non viene meno neppure nel nuovo millennio.
Dopo tanti guai e altrettante peripezie nel mondo del rock, e non solo, i Lions In The Street pubblicano il loro secondo album, “Moving Along”, una raccolta di brani che segue pedissequamente la scuola classic rock che tanto regala agli appassionati tra grandi album e nuovi gruppi anche nel presente.
Tra brani ri-registrati e nuovi piccoli gioiellini roots/blues rock, il quartetto capitanato dai fratelli Kinnon non nasconde ispirazioni e influenze talvolta fin troppo evidenti, ma a tratti commoventi (la title track è una traccia che avrebbe potuto stare, senza sfigurare, in uno dei capolavori degli Stones di metà carriera), e le sbatte in faccia senza remore ai rockers di tutto il mondo.
Ecco quindi appunto Rolling Stones, Faces, Humble Pie, Led Zeppelin, Head Over Heels e poi ancora molti altri nomi che tra la fine degli anni sessanta e l’inizio del decennio successivo fecero la storia della nostra musica preferita, ma la lista è lunga e il tempo scorre inesorabile mentre “Lady Blue”, “Walking Back To You” (omaggio al southern e ai Lynyrd Skynyrd), “Waiting On A Woman”, il rock’n’roll sfacciato ed irresistibile di “Hey Hey Arlene”, l’emozionante atmosfera nostalgica della ballad semi acustica “Truer Now” aprono il sipario su un album e una band di cui sentiremo sicuramente parlare (insieme ai connazionali The Commoners recensiti poco tempo fa su queste pagine), sempre che la fortuna giri una volta per tutte verso il palco dove sicuramente, da qualche parte in giro per il territorio canadese, i Lions In The Street stanno per fare del rock. Alla prossima ragazzi, noi ci saremo!
