Gli Heart Of Pine provengono da Athens (Georgia), città natale di band come The Black Crowes, Drive-By Truckers e REM, tanto per citare le più vicine al sound di cui siamo fedeli ascoltatori.
Il sound è descritto dai due musicisti fondatori (Steven Bagwell, chitarra e voce) e Travis Richardson (chitarra) come “southedelic”, riferendosi al southern rock ed alla psichedelia anni Settanta.
E’ un rock fedele alla lezione impartita da Lynyrd Skynyrd, The Allman Brothers e Little Feat, con forti accenni roots e americana.
I due musicisti, raggiunti da Jesse Fountain alle tastiere, Boone Hood al basso e Todd Headley alla batteria arrivano al traguardo del secondo album, piazzando un poker vincente nella scena a stelle e strisce, grazie a un lavoro molto suggestivo in cui le tastiere di scuola settantiana accompagnano con una vena psichedelica le trame southern/roots di brani come l’opener “Gone”, lo splendido singolo “Movin’ On” o “She Belongs To Me”, brano storico di Bob Dylan reinterpretato a modo suo dal gruppo della Georgia, senza tralasciare “Voodoo Leg Bone” di cui esiste anche un bel videoclip.
Non siamo al cospetto di chissà quale novità, perché gli Heart Of Pine, rimangono una band dalle ispirazioni classiche, dove la frontiera americana musicale detta le coordinate stilistiche del sound lasciando alle atmosfere retrò ed accenni a jam usuali nel periodo storico del genere, i dettagli sul quale costruire qualcosa di personale.
Lasciate quindi che le sensazioni scaturite dall’ascolto di “Southern Soul Revival” prendano il sopravvento e vi portino, grazie alle tastiere psych/prog di “Emgab”, in un viaggio temporale fino agli anni d’oro del genere. Southern Rock On!
