L’Australia non è seconda a nessuno quando si parla di rock, gli esempi sono tanti e di grande qualità, dal rock duro a quello più vicino al blues e alle sonorità di matrice statunitense.

Hamish Anderson, per esempio, è un cantante e chitarrista arrivato con questo nuovo “Electric” al terzo lavoro di una carriera cominciata dieci anni fa e che ha già visto il nostro protagonista di due ep e due full lenght (“Trouble”, licenziato nel 2016, e “Out Of My Head”, pubblicato tre anni dopo).

Il chitarrista di Melbourne è stato tra l’altro l’ultimo artista ad aprire un concerto del grande B.B. King, curiosità che conferma le tante aspettative su di lui e la sua musica.

“Electric”, prodotto a quattro mani con David Davis, risulta un’ottima raccolta di brani che variano tra blues elettrico e ballate rock in stile cantautorale, dalle ispirazioni che vanno da Eagles a Tom Petty.

Anderson spazia tra solos e riff di energica elettricità (come suggerisce il titolo) e soluzioni acustiche che si trasformano in cavalcate cantautorali che viaggiano su strade che portano lontano, tra l’Australia e gli States.

Lauren Stockner al basso, Jerry Borge, ai tasti d’avorio, Jessy Greene e Matthew Pynn alle chitarre, sono la band ormai compatta che accompagna il musicista australiano nel suo girovagare tra note e spartiti che ci riportano ad un mood settantiano nell’affrontare la materia, grazie a brani assolutamente convincenti come “Stir Crazy”, la ballad blues “Brighter Days”, “It Ain’t Easy”, cover di Ron Davies portata al successo da David Bowie e “Strangers”, soul/blues che tocca l’anima.

Un album bello ed interessante, consigliato a tutti quelli che amano il buon rock, privo di etichette, ma con tanta anima!

PS. Ho avuto l’occasione di verificarne le qualità di Hamish in concerto, e vi garantisco che sul palco è un vero campione, che trasmette energia e passione (Gianni Della Cioppa)