Ne è passata di acqua sotto i ponti da quando ebbi a che fare con i The Picturebooks: erano i tempi del terzo album “Imaginary Horse”, uscito dieci anni fa, dopo il debutto “List Of People To Kill” e “Artificial Tears”.
I The Picturebooks sono un duo composto da Fynn Claus Grabke (voce, chitarra, basso) e Philipp Armin Mirtschink (batteria, voce) che ha dato alle stampe altri tre album su cui spicca il bellissimo “Home Is A Heartache”, licenziato nel 2017 e che rimane il picco qualitativo del duo.
Oggi è tempo per un nuovo disco, questo “Albuquerque” che continua l’ormai consolidata tradizione musicale del duo tedesco; il sound dei The Picturebooks infatti si poggia su basi consolidate di blues scarno, garage, southern e punk rock, una bestia rock’n’roll che non teme confronti in quanto ad impatto ed attitudine.
Devastanti in sede live, potrebbero ricordare i The White Stripes, ma sarebbe riduttivo fermarsi al famoso duo capitanato dal grande Jack White.
La band è maturata, ha arricchito il sound di numerosi dettagli che lo rendono appetibile anche ai fan dei The Answer (con i quali nel passato hanno diviso il palco) e a più largo raggio agli appassionati di rock americano nella sua concezione più grezza e selvaggia (anche se rispetto al passato c’è più attenzione verso melodie di facile assimilazione).
La track list non concede tregua e l’album, che supera di poco i trenta minuti di durata, non trova ostacoli; a tratti esce prepotentemente la componente southern (“Back To LA” e “Running Wild And Free” su tutte), ma è tutto il disco che funziona, ascoltate il murder blues di “Why Mother Why” tra chitarre torturate, ritmi tribali e cori che arricchiscono l’atmosfera desertica del brani. Consigliato!
