Gli svedesi Grand Magus rimangono per il sottoscritto un porto sicuro dove rifugiarsi quando la voglia di metallo dai rimandi epic/doom/stoner diventa forte.
La band, in attività da più di vent’anni, non ha mai tradito le aspettative degli ammiratori, passando dal doom/stoner degli esordi all’epic metal degli ultimi lavori, sempre con una costante qualità mantenuta a colpi di riff ultra heavy e un buon songwriting.
JB Christoffersson e compagni tornano con un nuovo full length cinque anni dopo il portentoso “Wolf God”, ennesimo capitolo di una carriera che arriva alla doppia cifra con “Sunraven”, concept album incentrato sulla leggenda di Beowulf e del poema a lui dedicato.
I Grand Magus ci vanno giù pesante il giusto, l’epicità abbondante grazie alle storie narrate sono l’altra faccia di una medaglia che, nel suo lato nascosto, torna in alcuni casi alle sonorità stoner dei primi anni di vita del gruppo e vicino ai maestri Monster Magnet, anche se (e i fan dell’heavy metal tout court possono stare tranquilli) “Sunraven” risulta un ottimo lavoro di genere potente, epico, melodico e dai refrain facilmente memorizzabili, il classico album da presentare in sede live dall’inizio alla fine e lo dimostra subito la title track, supportata anche da un bel videoclip.
Quaranta minuti scarsi di riff e melodie che senza far gridare al capolavoro si ascoltano senza annoiarsi, forti di brani che sono inni epici scritti per non fare prigionieri sotto al palco.
“Skybound”, la seguente “The Wheel Of Pain”, “The Black Lake” e “Grendel” in cui le ispirazioni di cui sopra sono più evidenti, specialmente nel cantato di Christoffersson, fanno del nuovo “Sunraven” un buon motivo per prendere spada e scudo ed inneggiare alla battaglia, con i Grand Magus che si confermano una sentenza nel panorama metallico odierno.
