Emersi sul finire degli anni ’80, per poi splendere nel decennio successivo, i texani King’s X sono stati un raggio di luce e purezza inesauribile, con il loro mescolare folk, hard e metal con il supporto di voci incantevoli, sempre e solo in trio, con la mai tradita scelta della triade chitarra/basso/batteria. Il fatto che chi si ferma a pagina della storia del rock non li conosca, è soltanto un’ulteriore nota di merito in una carriera straordinaria, fatti di grandissimi dischi e numerosi progetti solisti e paralleli (una ventina circa, i più famosi KXM, Poundhound e The Jelly Jam), a dimostrare una creatività inesauribile. In compenso i tre hanno conquistato la stima di artisti ben più famosi, al punto di citarli spesso come riferimenti e di volerli come ospiti nei loro album.

Quindi non stupisce che D(o)ug Pinnick, il bassista e cantante del trio (che si completa con Ty Tabor, chitarra e voce, Jerry Gaskill, batteria e voce), a oltre 70 anni sia ancora qui a proporre nuova musica. Questi undici nuovi brani pieni di groove, elettricità, sentimento e potenza, sono l’ennesima conferma di un talento di scrittura naturale, che pesca al messia Jimi Hendrix, per poi spostarsi verso lidi più sensuali, tra CSN&Y e qualche partitura più moderna e spigolosa. Su tutto emerge sempre la voce di Dyg, solida, segnata dal tempo, ma sempre affascinante e sicura, come dimostrano pezzi importanti come “Climbing Up The Mountain”, “From The Now” e “The One Thing”, fino alla preghiera di “Believe It”, i nuovi classici di una repertorio che anche da solista non mostra crepe. “Thingamajigger”
Quello che hanno significato i King’s X, e ancora significano, per la storia del rock, è inestimabile e Dug Pinnick con questo sesto album solista si offre la sua parte più hard, carica di groove e anima soul!
