Guidati dal chitarrista e cantante Cristian Oitzinger, il trio dei Blues Factory si completa con il batterista Daniele Clauderotti e la prestigiosa presenza del bassista Fabio Drusin (W.I.N.D. e Alvin Youngblood Hart’s Muscle Theory), che qui ha dato un importante contributo agli arrangiamenti e a delineare al meglio il progetto. Tuttavia la base è tutta di Cristian, che ha scritto tutti i brani, tranne il testo di “The Love You Brought”, composto da Mike Cullison, un suo amico di Nashville. Il nome del trio dice molto sul contenuto artistico ed infatti ci muoviamo all’interno di uno spazio rock blues che chiama in causa Free, Allman Brothers e tutto quello che ci gira intorno, funky e soul compresi.
La scrittura è fluida e privilegia toni caldi e pacati, così come la voce del leader, a cui suggerisco di prendersi la scena qualche volta, perché l’impressione è che sia in grado di offrire di più di quello che esce da queste otto tracce, ben suonate – con una chitarra sempre centrata e dentro i pezzi – piacevoli in tutti gli aspetti, con una nota di merito per il basso pulsante che apre “Unhappy Girl”, gli echi degli Stones in “Rolling Man”, ‘Time To Make Mistake’, seducente blues, il rock alla ZZ Top di “Mountain Man” e l’ipnotica “What You Wanna Do” cantata da Fabio, con la solita timbrica roca e decisa. Insomma ci siete arrivati da soli: se vi piacciono queste sonorità, i Blues Factory non vi deluderanno e sono qui scaldare questo inverno ormai alle porte.
