The Deslondes sono un mondo a parte nella scena country/roots/folk/rock americana.
Nati a New Orleans con il monicker “The Tumbleweeds”, arrivano oggi al quarto full length dopo i discreti responsi (anche fuori dal circuito country/roots) del precedente album (Ways & Means) uscito due anni fa.
San Doores (voce e chitarra), Riley Downing (voce e chitarra), Dan Culter (voce e contrabasso), John James Tourville (violino, pedal steel) e Howe Pearson (voce e percussioni) continuano a dispensare grande rock music grazie ad un songwriting sempre ispiratissimo, lasciando che i vari generi che confluiscono nel loro credo musicale viaggino liberi sul letto di un poetico grande fiume.
Nella più totale democrazia, sia compositiva che vocale, la band si distingue nel lasciare spazio a più voci soliste, tutte perfette nei vari brani che le vedono protagoniste, ora radicate nel roots e nel southern, ora più vicine al country o al rock.
Aiutato da alcuni ospiti come i cantanti Mat Davidson e TWAIN, Jeff Taylor alla fisarmonica e la sezione fiati di New Orleans “Tuba Skinny”, il gruppo ci propone tredici brani (tra cui la cover di “Drifter’s Wife” di JJ Cale posta in chiusura) in cui l’imperativo è quello di deliziare.
I cinque musicisti di New Orleans non si accontentano di proporci un album country/roots tradizionale, ma lo arricchiscono di sfumature, atmosfere e note che ci portano lontano dai soliti cliché.
Brani come l’opener “Hold Of Hiza”, “Who Really Knows o “Pour Another Round” sono suggestive di quel viaggio attraverso l’America che è sogno di molti, mentre la registrazione in quel di Nashville diventa per “Roll It Out” solo un dettaglio.
Un disco divertente e rilassato, e in un periodo in cui gli aggettivi più usati sono tensione e paura ben vengano sonorità come queste.