Come un astronauta sperduto nello spazio e ritrovato nel deserto dell’Arizona, il debutto dei Jupiter Cyclops è pronto per sorprendere i tanti appassionati di heavy metal in giro per il mondo.

Il quartetto statunitense, composto da vecchie conoscenze della scena come Aaron Peltz (Downthesun, On a Pale Horse), il chitarrista Dustin Lyon (Opiate for the Masses), il bassista Jake Melius (Big Wheel Stunt Show) e il batterista Kyle Eades (Old Fashion Assassin), colpisce il bersaglio pieno con una proposta che, se non porta novità, sicuramente si merita una segnalazione su BackInRock.

L’album è composto da otto brani che risultano un mix di influenze ed ispirazioni oscillanti tra dall’heavy classico e la psichedelia, passando inevitabilmente dal desert rock.

Quindi Aaron Peltz e soci viaggiano nello spazio partendo da fine anni Settanta, attraversando gli anni Ottanta per sostare in quei novanta che in barba ai detrattori furono l’ultimo decennio dove si crearono generi, si mescolarono sound e colori in un’orgia di suoni mai più così perfettamente amalgamati.

Troverete quindi di tutto e di più tra le trame heavy rock di brani dai riff rocciosi, solo metallici, atmosfere psych/desert come in “Between Worlds”, “UFOnaut”, “Synful Ways” o il capolavoro “Way Down Below”, brano in cui Alice In Chains e Kyuss paiono prendersi la scena suonando puro heavy metal.

Un album che consigliamo senza riserve agli amanti del metal screziato di più colori, forse derivativo ma assolutamente in grado di farci saltare a più riprese!