L’americano Xavier Amin Dphrepaulezz, in arte Fantastic Negrito, non è un ragazzino, ha superato il mezzo secolo da un pezzo, tuttavia la sua carriera, pur ampia per vari progetti, registra che questo “Son Of A…” è il suo settimo album, tutti dipanati dal 2.014, se escludiamo il lontano esordio del 1996 “The X Factor” a nome Xavier, addirittura su Interscope, poco capito, ma molto bello e che portava in seno gli elementi che troveremo poi nei dischi successivi.

Una manciata di dischi si diceva, ma sufficienti a decretarlo una sorta di santono del nuovo funky, del nuovo rock, del nuovo blues, tutti generi che il nostro impasta, fonde e ridisegna in modo del tutto personale, creando una nuova miscela. La critica cita Prince, ma anche Lenny Kravitz e James Brown, per non dire Bob Marley e Jimi Hendrix. Insomma avete capito da che parte ci stiamo muovendo, quella zona dove il rock si contamina con tutto e di più e ne viene fuori un pastiche irresistibile. A me il suo ultimo disco “White Jesus Black Problems” (che ha subito anche una successiva rilettura acustica) è piaciuto molto, sin dal titolo provocatorio. Tuttavia a vincere per ben tre volte consecutive il premio “Miglior album blues contemporaneo” sono stati i dischi precedenti “The Last Days of Oakland”, “Please Don’t Be Dead” e “Have You Lost Your Mind Ye”.

Riuscirà il nostro con queste nuove quattordici tracce a riprendersi lo scettro? Lo meriterebbe, perché siamo davanti ad un artista vero, che nonostante l’ampia visibilità, mantiene uno spirito indipendente e mette al centro di tutto la musica, lo spirito che la alimenta. Questo disco viene presentato come il suo più sincero e personale, ed infatti tra i solchi di “First To Betray Me”, “Runaway From You”, “Living With Strangers”, “Devil In My Pocket”, “California Loner”, “Crooked Road”, il nostro esplora l’atavico conflitto tra padre e figlio, infatti fin dall’infanzia il padre riempì Negrito di fandonie, furono raccontate delle falsità da suo padre, persino sulla sua origine. Ma forse nasce anche da qui l’energia che scatena la creatività di uno degli artisti più interessanti di questo millennio.

Biografia: nato come Xavier Amin Ddphrepaulezz, si è parlato molto della storia singolare di Negrito: i suoi primi anni di crescita in una famiglia musulmana ortodossa, il fallito contratto con una major che lo ha allontanato dall’industria musicale, il quasi fatale incidente d’auto che gli ha danneggiato permanentemente la mano con cui suona la chitarra, lo straordinario percorso di redenzione iniziato nel 2015, quando ha vinto il primo NPR Tiny Desk Contest. Negli anni successivi, Negrito si è aggiudicato ben 3 Grammy Awards consecutivi nella categoria ‘Best Contemporary Blues Album’, si è esibito in lunghi tour in tutto il mondo, ha aperto concerti per artisti del calibro di Sturgill Simpson, Chris Cornell, Bruce Springsteen, ha collaborato con numerosi musicisti tra cui Sting ed E-40, ha lanciato la sua etichetta, Storefront Records, si è esibito nei più importanti festival mondiali, dal Lollapalooza a Glastonbury e ha fondato “Revolution Plantation”, una fattoria urbana mirata all’educazione ed all’emancipazione dei giovani. Il quinto album di studio, ‘White Jesus Black Problems’ del 2022, ha segnato la prima pubblicazione della sua nuova etichetta, Storefront Records, seguita, l’anno successivo, da ‘Grandfather Courage’, la rivisitazione acustica del precedenti lavoro acclamata da PopMatters come “un lavoro avvincente e toccante di blues acustico e musica roots”.